Descrizione del Santuario e delle vicine sculture del Piazzale Carmine a Palmi
La realizzazione del Santuario, fra i più belli della provincia, richiese l'impegno dei tecnici e delle maestranze locali, a partire dagli anni successivi al terremoto, quando iniziò lentamente e caparbiamente la ricostruzione. Il progetto della chiesa, che oggi ammiriamo, fu redatto dal p. Carmelo Angiolini con modifiche dell'ing. Vittorio Storchi, mentre la volta, la copertura e le decorazioni furono progettate dall'architetto Nino Bagalà e gli affreschi sono del pittore Conti Consoli di Catania.
La Piazza Carmine nel 50° del miracolo, intitolata nel 1944, fu abbellita soprattutto ad iniziativa del p. Anselmo Leopardi, priore dal 1981 al 1987, già membro della comunità dal 1943 al 1947. Nel piazzale predomina la statua in bronzo della Madonna, scultura della Ditta Attilio De Luca di Napoli, inaugurata l'8 maggio 1983, nel bicentenario del Flagello del 5 febbraio 1783. La statua della Madonna è posta sull'alta stele di granito, autentica opera d'arte, squadrata dagli scalpelli palmesi, diretti con capacità dall'esperto "maestro d'arte" Antonio Romeo, il quale, già autore della base granitica del Monumento ai Caduti, cavò con grande maestrìa il grosso blocco di roccia che si trovava nel vicino terreno sul quale sorge l'Archivio Notarile.
Altre sculture in bronzo, due leoni, raffiguranti "il terremoto e la fiducia del popolo nella protezione da parte della Madonna", furono sistemate nel 1987. Sul lato destro del piazzale si può ammirare l'antica colonna di marmo, proveniente da Tauriana.
Nella bella facciata della chiesa, che riecheggia quella distrutta dal terremoto del 1908, ai lati del protiro, sostenuto dalle colonne con capitelli di stile corinzio, sono fissate due targhe in bronzo con le iscrizioni che ricordano il miracolo e riproducono gli stemmi dei sommi pontefici: Leone XIII e Giovanni Paolo II e dei vescovi Mons. A. De Lorenzo e Mons. L. Papa, insieme alle piccole croci che testimoniano la consacrazione della chiesa.
Il finestrone del protiro è sormontato dallo stemma dei Carmelitani; mentre sulla cuspide è posta la Croce di Gerusalemme; sul lato sinistro della facciata è sistemato il Monogramma della Madonna.
Nell'interno della chiesa non sfugge alla vista il pavimento in marmo e la disposizione degli altari laterali, delimitati dai pilastri con capitelli, addossati, tre per lato, alle pareti decorate e affrescate con angeli nei tondi degli archi sopra le nicchie. Anche le quattordici stazioni della Via Crucis, scolpite dall'artista Fortunato Messina e gli originali lampadari ben si intonano allo stile della chiesa.
Fra gli arredi si notano per fattura artistica i confessionali in legno di noce. Completano la decorazione della navata la volta con gli affreschi dell'Assunta, della Madonna che consegna lo scapolare a San Simone, dell'incoroazione della Vergine e i quattro medaglioni dei Santi Carmelitani.
Nell'abside si ammirano, oltre all'affresco dell'esaltazione della Vergine del Carmelo e al tondo della "Navicella di Pietro" nel catino, le pitture dell'Annunciazione e della Natività, dipinti che fanno corona all'altare maggiore, che custodisce nell'edicola dorata la miracolosa statua in legno della Madonna. |